Fin dai tempi più antichi, i birrai si sono trovati a dover soddisfare due esigenze contrastanti. La birra deve essere abbastanza buona da gustare e abbastanza economica da potersela permettere. I birrai artigianali si concentrano sulla prima, i birrai industriali sulla seconda.
Nella prima metà del XX secolo, iniziò a crearsi una scissione tra due diversi tipi di birrificio. Grandi aziende, guidate da logiche finanziarie, si concentrarono su metodi di produzione “industriali” per ridurre i costi, compromettendo la qualità il meno possibile. Nel frattempo, altri birrifici, per lo più più piccoli, continuarono a produrre birre con un sapore più pieno e un carattere più individuale, utilizzando metodi più tradizionali.
Alla fine degli anni ’60, nel nord della Francia e nel sud del Belgio, alcuni piccoli birrai iniziarono a usare il termine bière artisanale per distinguere le loro birre locali dalle lager prodotte in massa che avevano invaso i loro mercati nel dopoguerra. Il leggendario scrittore di birra Michael Jackson in seguito lo tradusse in inglese come birra “craft”.
La tecnologia della birrificazione è migliorata senza sosta fin dai tempi antichi, ma l’industrializzazione su larga scala della produzione di birra in Europa è iniziata solo negli anni ’30, con nuovi modelli di business che privilegiavano i profitti rispetto alla qualità, arrivati negli anni ’50.
Tra i consumatori, il rinnovato interesse per birre più complesse e dal sapore più pieno, oggi indicate variamente come “craft”, “tradizionali”, “heritage” o “speciali”, è iniziato negli anni ’70, ma è fiorito solo dopo l’arrivo di internet e dei social media.
Prima della pandemia di COVID-19 nel 2020, i birrai industriali in Europa si stavano rendendo conto che, affinché la birra mantenesse il suo posto nel mercato delle bevande alcoliche, avevano bisogno dei birrai artigianali, perché erano loro a rendere la birra più interessante, mentre i birrai artigianali avevano bisogno dei grandi birrai, perché detenevano il controllo dei mercati.
Nell’era post-COVID, le regole devono ancora essere decise.





